Sabato 16 maggio 2026 ha segnato il debutto del Royal Pop, il nuovo orologio da taschino nato dalla collaborazione tra Swatch e Audemars Piguet, con lunghe code a Roma, Milano e in molte altre città italiane, oltre che a livello internazionale. La collezione, anticipata da settimane di leak e teaser sui social, rompe lo schema atteso del Royal Oak in bioceramica e propone invece otto orologi da tasca in bioceramica colorata, animati dal nuovo movimento SISTEM51 a carica manuale, con prezzi da 385 euro per le versioni Lépine a 400 euro per le Savonnette con piccoli secondi a ore 6. L'ispirazione dichiarata è la Pop Art, e l'oggetto è pensato per essere indossato in molteplici modi grazie a cordini e accessori dedicati, in un richiamo esplicito alla linea Swatch POP degli anni Ottanta.
La gestione del lancio ha seguito il copione già visto con il MoonSwatch, ma con una pressione ancora più alta sulle boutique fisiche: nessun e-commerce, vendita esclusivamente negli store Swatch selezionati, e regole rigide di un solo pezzo a persona per giorno e per negozio. Il risultato è stato un mix di entusiasmo e criticità: code lunghissime e a tratti poco pacifiche hanno affollato gli ingressi dei negozi già durante la notte, con aperture ritardate per la folla e alcuni punti vendita costretti ad annullare il lancio per ragioni di sicurezza pubblica, come accaduto al Mall of the Emirates di Dubai. Per Audemars Piguet — prima Maison indipendente fuori dallo Swatch Group a entrare in questa partita — il Royal Pop è già una scommessa vinta sul piano della visibilità, mentre per il mercato secondario si apre ora la solita corsa al resale, con prezzi destinati a moltiplicarsi rispetto al listino ufficiale.