Per la prima volta nella trentennale storia della partnership tra Omega e James Bond, il lancio di un Seamaster non passa dal grande schermo. L'ispirazione arriva stavolta dal mondo del gaming: il nuovo Seamaster Diver 300M Chronograph 007 First Light debutta in parallelo con il videogioco 007 First Light, sviluppato da IO Interactive — i creatori della serie Hitman — in collaborazione con Amazon MGM Studios. Il titolo racconta le origini di un Bond ventiseienne alle prese con le sue prime missioni, e l'orologio al suo polso è protagonista assoluto del gameplay, dotato di un dispositivo di hacking e persino di un laser integrato nel cinturino.
Dal punto di vista tecnico, il modello non rivoluziona la formula ma la arricchisce in modo significativo: si tratta del primo cronografo mai realizzato nella linea Seamaster Diver 300M di Bond. La cassa in acciaio da 44 mm misura 17,2 mm di spessore e 52,8 mm lug-to-lug, ed è abbinata a una ghiera in ceramica nera lucida con scala subacquea in smalto bianco — dettaglio raffinato che richiama la tradizione dei diver d'alta gamma. I pulsanti del cronografo sono anch'essi in ceramica nera, una scelta estetica coerente che conferisce all'insieme un'identità visiva precisa e riconoscibile. Il cuore è il Calibro 9900, cronografo automatico certificato Master Chronometer, con 60 ore di riserva di carica e frequenza di 28.800 alternanze/ora.
Il ref. 210.32.44.51.01.002 non è un'edizione limitata — scelta coraggiosa e, per certi versi, più rispettosa del collezionista serio. L'orologio è abbinato a un cinturino NATO in poliammide nei toni nero, grigio e beige, con fibbia in titanio di grado 5 e passanti incisi con "007" e "FIRST LIGHT". Per chi volesse personalizzare ulteriormente, sei configurazioni aggiuntive di cinturino NATO — tutte presenti nel gioco — saranno disponibili separatamente. Il prezzo di lancio è fissato a 9.400 dollari: cifra in linea con la gamma Seamaster Chronograph, e tutto sommato giustificata da un pezzo che apre un capitolo inedito nella storia del Bond watch. Images courtesy Omega