Pioneer Centre Seconds "Sun Berry": l'alta orologeria che non si prende troppo sul serio

Pioneer Centre Seconds "Sun Berry": l'alta orologeria che non si prende troppo sul serio

Ci sono manifatture che considerano il colore un rischio da amministrare con parsimonia, e poi c'è H. Moser & Cie. Con la Pioneer Centre Seconds "Sun Berry" (Ref. 3201-1203), presentata per l'estate 2026, il marchio di Neuhausen am Rheinfall firma l'ennesima dichiarazione d'intenti cromatica: un quadrante fumé Berry Purple abbinato a un giallo elettrico che sarebbe facile liquidare come provocazione, se non fosse eseguito con la disciplina che ci si aspetta da un indipendente svizzero di questo calibro. È il classico accordo che sulla carta non dovrebbe funzionare — pensate a un cocktail di frutti di bosco con una scorza di limone a tagliare la dolcezza — e che al polso, invece, ha una coerenza quasi disarmante.

Pioneer Centre Seconds "Sun Berry": l'alta orologeria che non si prende troppo sul serio

Il quadrante è il consueto capolavoro di sottrazione della filosofia "Concept" di Moser: niente logo, niente indici, niente scale del tempo. Resta solo il colore, con quella finitura sunburst che cambia carattere a ogni inclinazione di luce, e le sfere a foglia — ore e minuti — riprese dal DNA della collezione. Il giallo Super-LumiNova non è confinato alle lancette ma corre lungo la flangia interna e dialoga con il cinturino in caucciù, chiudendo il cerchio della coerenza estetica. È una scelta di puro coraggio progettuale: affidare tutta la comunicazione del garde-temps all'interazione tra texture, forma e tinta, senza la stampella rassicurante del branding.

Pioneer Centre Seconds "Sun Berry": l'alta orologeria che non si prende troppo sul serio

Sotto la superficie giocosa, però, c'è ingegneria seria. La cassa in acciaio da 40 mm mantiene un'altezza ragionevole (circa 12 mm con il vetro zaffiro bombato, appena 10,4 mm senza) e uno sviluppo ansa-ansa contenuto che la rende sorprendentemente indossabile — una daily wearer nel senso più nobile del termine, con impermeabilità a 120 metri, corona a vite con monogramma "M" e stop-secondi per la sincronizzazione precisa. Attenzione a non confonderla con la Streamliner dal profilo a cuscino e bracciale integrato: qui la Pioneer resta fedele alla sua cassa rotonda classica, con i fianchi ribassati e la zigrinatura incisa che aggiungono profondità senza appesantire. A muovere il tutto c'è il calibro di manifattura HMC 201, automatico a 27 rubini, che batte a 21.600 alternanze/ora (3 Hz) con tre giorni pieni di riserva di carica e sistema di carica bidirezionale a nottolino. Visibile attraverso il fondello a vista, offre il suo piccolo spettacolo con i ponti scheletrati a finitura antracite, la massa oscillante traforata e la spirale Straumann prodotta interamente in casa — un dettaglio tecnico che Moser rivendica giustamente. Il prezzo a cinque cifre ricorda che, per quanto ludica, questa non è una svista di marketing ma haute horlogerie a tutti gli effetti. La "Sun Berry" è la prova che si può essere seri senza essere solenni: un promemoria, molto svizzero e molto necessario, che un orologio può anche semplicemente far sorridere.

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